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Opi


Descrizione

Opi è un comune italiano di 408 abitanti della provincia dell'Aquila in Abruzzo. Borgo medievale immerso nel cuore del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, è un attivo centro turistico.

Il paese sorge in mezzo al gruppo montuoso dei Monti Marsicani. Il principale corso d'acqua che attraversa il territorio comunale è costituito dal fiume Sangro che nasce alle pendici di Monte Morrone del Diavolo, in località Gioia Vecchio di Gioia dei Marsi.

Il territorio dell'Alto Sangro fu abitato sin dal Paleolitico superiore come attestato dai ritrovamenti archeologici effettuati nella "grotta Graziani”.
Già dal periodo del basso impero le zone montane del Sannio sprofondarono in una fase di grande decadenza, che in seguito alla devastazione portata dalla guerra greco-gotica culminò con la fine della transumanza orizzontale su lunga distanza.
La diffusione del monachesimo benedettino contribuì a fermare il processo di spopolamento. Difatti, agli inizi dell'XI secolo i monaci del monastero di San Vincenzo al Volturno edificarono il monastero di Sant'Elia sulle pendici di Monte Marsicano. Quando nel 1017 il monastero di Sant'Elia venne affidato all'abbazia di Montecassino, l'abitato di Opi si trovava nel sito attuale sulla collina e per indicarlo comparirono le prime attestazioni del nome oppidum. Lo sperone roccioso fu scelto come luogo di fondazione del borgo poiché costituiva una sede meglio munita e più facilmente difendibile.
In epoca feudale, il controllo di Opi fu prima dei Borrello, poi dei Di Sangro, ai quali seguirono i D'Aquino, i D'Avalos e infine i D'Afflitto. A trainare l'economia di questa fase storica fu la ripresa dell'industria armentizia promossa da Alfonso I di Napoli, il quale, istituendo nel 1447 la Regia dogana della Mena delle pecore di Foggia, riaprì i tratturi.
All'inizio del XVII secolo l'attività della pastorizia costituiva ancora l'asse portante del tessuto economico della zona. Opi, nel luglio del 1654, venne colpito da uno dei terremoti più distruttivi della sua storia che provocò insieme ad un alto numero di morti anche il crollo della maggior parte delle abitazioni. Questo evento catastrofico arrestò bruscamente quella crescita demografica in atto da quasi un secolo e di conseguenza il paese impiegò alcuni decenni per ritornare ai livelli precedenti il sisma.

Opi, avendo una popolazione inferiore ai 1.000 abitanti, fu accorpato al comune di Pescasseroli dal 1813 al 1854. Nel suo territorio, anche dopo l'unità d'Italia, continuò ad essere presente l'endemico fenomeno del brigantaggio. Inoltre, la generale crisi di fine secolo, aggravata sia dalla crisi della pastorizia transumante che dall'incremento demografico, contribuì ad accrescere il fenomeno dell'emigrazione, che ebbe il suo apice tra gli ultimi anni del XIX secolo e i primi anni del XX secolo.
Durante la seconda guerra mondiale, a soli 16 km da Opi, si assestò il fronte della linea Gustav. Successivamente, il 19 novembre del 1943, il paese subì un bombardamento ad opera dell'aviazione britannica che causò la morte di 38 sfollati di paesi limitrofi e di 11 opiani, per un totale di 49 morti.

Da visitare la chiesa madre di Santa Maria Assunta.

Tours

Percorso borghi Marsicani
Percorso borghi nell'Alto Sangro

Indirizzo

67030, Opi (AQ)

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