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Celano


Descrizione

Celano è un comune italiano di 10 853 abitanti della provincia dell'Aquila, in Abruzzo.

Secondo comune della Marsica per numero di abitanti, è situato in posizione dominante sulla piana del Fucino. La città è adagiata ai piedi del monte Tino, detto Serra di Celano, a quota 860 m s.l.m.. Parte del suo territorio è inclusa nel Parco regionale naturale del Sirente-Velino. La Serra, che sovrasta la cittadina con i suoi 1923 m s.l.m., è compresa nella catena del Sirente-Velino. All'interno del territorio comunale ricadono le Gole di Celano, un raro esempio di canyon in Italia.

La Contea di Celano si sviluppò attorno al X secolo grazie all'unione del contado marsicano con altri paesi. Nel 1221, Federico II di Svevia la sottrasse al conte Pietro da Celano per concederla ai conti di Segni. Divenuta in seguito possesso dei Berardi, conti dei Marsi e per breve durata di Federico d'Antiochia, figlio dell'imperatore, passò poi nelle mani degli Angioini, quindi degli Aragonesi e infine degli Artois.
Nella Marsica San Francesco d'Assisi diffuse il suo ordine dei minori. La sua prima presenza nel territorio risulterebbe nell'inverno tra il 1215 e il 1216, quando soggiornò nella vicina San Benedetto dei Marsi dove dormiva, insieme con i poveri, in una località chiamata "Luogo" (in dialetto locale "i loche"), nei pressi dell'anfiteatro romano. Un successivo viaggio nella Marsica, a Pescina, Celano e San Benedetto dei Marsi, ci sarebbe stato con ogni probabilità tra il 1221 ed il 1222. Secondo quanto avrebbe riportato il suo primo biografo Tommaso da Celano e, in seguito, Bonaventura di Bagnoregio che riscrisse la biografia, San Francesco avrebbe guarito, operando un miracolo, un cavaliere che lo ospitò nel palazzo celanese di sua proprietà. Mentre nel 1225 nella vicina Pescina, San Francesco, fondò il convento accanto alla contemporanea chiesa "Sant'Antonio da Padova".
Sotto il dominio di Leonello Acclozamora fu "regolarizzato" dagli Aragonesi il famoso Regio Tratturo Celano-Foggia e venne potenziata una delle più frequentate vie pastorali della transumanza tanto da farla divenire nel XIV secolo un cardine dell'economia celanese. Acclozamora e la contessa Jacovella, ultima erede dei conti di Celano, portarono a compimento importanti opere: completamento del secondo piano del mastio e dei tre imponenti torrioni del castello Piccolomini e la costruzione del forte corrispondente alla contemporanea chiesa di San Francesco oltre a numerosi altri interventi artistici nelle chiese celanesi.
Celano divenne in seguito possedimento dei signori Peretti, poi dei Savelli e, infine, dei duchi Cesarini-Sforza e dei successori, gli Sforza-Cabrera-Bodavilla fino al 1806, anno dell'abolizione del feudalesimo.

Il terremoto del 13 gennaio del 1915 causò a Celano distruzione e vittime. Furono oltre 650 i celanesi che persero la vita a causa della tremenda scossa di magnitudo 7.0.

La sera del 30 aprile 1950 piazza IV Novembre fu teatro di un feroce attentato che vide uccisi, durante le manifestazioni e le proteste per il loro diritto al lavoro, due braccianti: Agostino Paris ed Antonio Berardicurti. Tale evento venne nominato l'eccidio di Celano. Quella repressione, perpetrata contro i movimenti che chiedevano maggiori diritti e dignità per gli agricoltori, non fermò le rivendicazioni contadine. Il 3 maggio 1950 si celebrarono solennemente i funerali dei due braccianti e si tenne un comizio incentrato sulla dignità del lavoro, la pace e l'unità di tutti i lavoratori. Da quel tragico evento il governo iniziò a muovere concretamente i primi passi per quella che fu la riforma agraria (o fondiaria) del 1950, da cui nacque il 28 febbraio 1951, l'ente della Maremma e del Fucino, con l'espropriazione terriera fatta in anticipo ai danni dei Torlonia. Nel 1954 venne costituito un distinto ente Fucino che, finalmente riorganizzò in appezzamenti più grandi l'area fucense, facendo segnare un picco delle produzioni agricole.

Tra le chiese da visitare ricordiamo la Chiesa di San Giovanni Battista (XV secolo) e la Chiesa di Santa Maria Valleverde (1508).

L’edificio più importante della città è senza dubbio Castello Piccolomini. A seguito del restauro che è stato realizzato ricostruendo fedelmente l'antica struttura, grazie all'abbondante repertorio fotografico, il castello assume l'aspetto della fortezza medievale con funzione difensiva dell'abitato di Celano, come testimonia il rivelino del lato sud-est, che nei secoli successivi è stata modificata a residenza signorile rinascimentale.
La cinta muraria è interrotta da undici torri a scudo e cinque rotonde. All'interno tramite un ponte levatoio che consente di superare un fossato, si accede al Castello attraverso due ingressi, uno dei quali protetto da una caditoia.
L'edificio centrale ha pianta regolare, rettangolare con quattro torri quadrate agli angoli, con merlatura ghibellina, che proteggono un cortile con pozzo nel mezzo, una volta architravato, per la raccolta delle acque piovane. All'esterno delle quattro torri un giro di ronda anch'esso merlato consentiva alle guardie il controllo di ogni lato delle mura. Tuttavia la esigua sporgenza delle torri dal profilo dell'edificio, che non consente un adeguato tiro di fiancheggiamento, lascia intendere che, con l'Acclozamora, l'antica funzione difensiva della fortezza, si è affievolita rispetto a quella di prestigiosa dimora signorile.
l perimetro del cortile risulta impreziosito da un porticato di carattere tipicamente rinascimentale su due piani, di cui quello inferiore con archi a ogiva sorretto da ampi pilastri colonniformi, e quello superiore con doppio numero di archi a tutto sesto con colonne più piccole .
Gli interni si presentano scarni essendo andati perduti con il terremoto i pregevoli affreschi delle volte, descritti da alcuni autori dell'Ottocento.

Tours

Percorso borghi Marsicani

Indirizzo

Via Castello, 67043 Celano (AQ)

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    Celano ripresa da un drone

    22/05/2018