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Basilica di Santa Maria di Collemaggio


Descrizione

Posta nell’area di Collemaggio, appena fuori le mura cittadine, è reputata l’espressione massima dell’architettura abruzzese.

Consacrata nel 1288 nonostante l’edificio non fosse ancora terminato, fu teatro dell’incoronazione a papa di Pietro da Morrone conosciuto dunque come Celestino V nel 1294. Pietro da Morrone, dopo soli quattro mesi di papato, decise di rinunciare alla carica, cosa piuttosto insolita per l’epoca, tanto che trovò posto nella Divina Commedia di Dante Alighieri che inserì l’ex pontefice nell’antinferno, tra gli ignavi.

Il terremoto del 1315 provocò la caduta dell’abside. Già dall’anno successivo iniziarono gli interventi di ricostruzione e restauro che si prolungarono per trent’anni. Un secondo terremoto, nel 1349, provocò danni nell’area del presbiterio, permettendo così, nei progetti successivi, il prolungamento delle navate, il rifacimento delle mura e il completamento della meravigliosa facciata, resa molto simile a come è arrivata ai giorni nostri.

Nuovi restauri ebbero luogo in seguito al terremoto del 1461, mentre, a partire dal Cinquecento, grazie alla presenza di svariati artisti rinomati come ad esempio Saturnino Gatti, comparvero ornamenti e decorazioni principalmente rinascimentali.
Fu invece completato nel 1517 da Girolamo da Vicenza il mausoleo di Celestino V, molto simile al mausoleo in onore di san Bernardino presente nella basilica omonima.

A seguito del grande terremoto del 1703, avendo subìto i danni maggiori internamente, la basilica cominciò sempre più a differenziarsi: rimasta quasi intatta, la facciata continuò ad essere il fiore all’occhiello dell’architettura gotico-romanica, mentre gli interni vennero ricostruiti con lo stile barocco dell’epoca, creando un forte contrasto tra esterno e interno.

Tra il 1969 e il 1973 una discussa operazione di restauro disfece gli ornamenti di stampo barocco ripristinando l’apparato originale di stampo romanico.

La facciata ha una forma quadrangolare ed è resa imponente dal suo stagliarsi alla fine di una grande distesa d’erba.
Lo spazio della facciata è diviso principalmente in nove settori, di cui i tre in basso sono occupati da un portale ciascuno, mentre altri tre sono riempiti da rosoni gotici, il più grande e importante dei quali è quello centrale.
Il rivestimento in pietra ricorda il Palazzo Ducale di Venezia per via dei masselli bianco e rossi, i colori della città aquilana.

Sulla parete sinistra della basilica è presente la Porta Santa, legata alle celebrazioni della Perdonanza Celestiniana che si svolgono una volta l’anno durante il giubileo aquilano, tra la sera del 28 agosto e la sera del 29. E’ considerata la prima porta santa della storia.

La basilica è suddivisa internamente in tre navate di cui la destra è stranamente più larga della sinistra. Importanti sono i dipinti presenti lungo la navata destra: “Madonna con le sante Agnese e Apollonia”, “Assunzione ed incoronazione della Vergine” e la “Crocefissione” tutti riconducibili alla prima metà del Quattrocento. Lungo la navata sinistra, invece, è presente il ciclo pittorico per mano di Carl Ruther da Danzica. Uno dei più importanti organi a canne della città era presente più o meno a metà navata, ma purtroppo è andato distrutto in seguito al terremoto del 2009.

Il sepolcro di Celestino V sta, invece, nell’abside di destra. L’attuale mausoleo è del 1517 ed è a pianta quadrata. L’urna, originariamente in argento, è oggi in legno dorato.

Una mensione speciale va fatta per la pavimentazione che riporta a terra i giochi cromatici presenti sulla facciata esterna. Sotto di essa sono presenti numerose pietre tombali.

Tours

Percorso Chiese del quarto di Santa Giusta

Indirizzo

Piazzale di Collemaggio, 67100 L'Aquila AQ

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